Tipo venti posti a sedere occupati da gente che sembrava conoscersi da sempre. Quando sono entrato io tutto bene. C’era Joker, il cameriere ho deciso di chiamarlo così perché credo avesse una paralisi alla bocca, abbastanza inquietante. Dicevo, c’era Joker che quando sono entrato mi ha chiesto se mi piacciono gli asparagi e la carne di pecora, ho risposto di sì quindi pare tutto bene. Dieci minuti dopo è entrato un altro occidentale. Credo non sia mai successo che due occidentali entrassero insieme ma sepratamente in quel posto lì. Mi sa che ha risposto male alla domanda sulla carne di pecora, perché come nella migliore tradizione degli spaghetti western il silenzio è improvvisamente calato sull’izakaya, ma proprio silenzio silenzio. Da che tutti ridevano, un secondo dopo non parlava più nessuno. Tutti girati verso la porta con gli occhi, tra l’altro ostentatamente a mandorla (alcuni addirittura se li tiravano con gli indici per rimarcare la situazione), puntati sul nuovo entrato. Poi niente, ho mangiato e bevuto.
— Disma, Grosso guaio a Chinatown